Villa Bonelli · Roma

Un giardino per pregare,
una vigna per la Caritas.

C’è un prato, accanto alla nostra chiesa e alla stazione di Villa Bonelli, che da anni aspetta di diventare giardino. Da marzo 2026 quell’attesa ha una data e un progetto: Roma Capitale ha inserito il Parco Andaluso nella riqualificazione di Villa Bonelli, e vi ha aggiunto un vigneto urbano di circa 900 viti.

La storia

Un’area verde adottata

La storia inizia nel 2018. L’Opera della Chiesa, insieme alla parrocchia, ha chiesto a Roma Capitale di adottare l’area verde confinante, come prevede la Deliberazione 207 del 2014. Il Comune ci ha affidato 7.307 metri quadrati, e l’adozione è stata rinnovata fino a oggi.

Poco dopo è stato approvato il progetto del Parco Andaluso, disegnato dall’architetto Stefano Mastrangelo, già direttore dell’Ufficio Giardini di Roma Capitale.

L’area adottata di 7.307 mq
In rosso l’area adottata accanto alla stazione di Villa Bonelli.
2014
Delibera di Roma Capitale sulle aree verdi
2018
Adozione dei 7.307 mq
2022
Prima piantumazione con il Progetto Ossigeno
2026
Il Comune inserisce Parco e Vigneto nella riqualificazione
Volontari al lavoro nel 2022
Volontari al lavoro durante il Progetto Ossigeno, 2022.

Nel 2022, con il Progetto Ossigeno della Regione Lazio, abbiamo piantato i primi alberi. Enti e volontari hanno lavorato fianco a fianco, e la giornata si è chiusa con una festa davanti al cancello.

Poi l’impianto di irrigazione è stato danneggiato e molte piante non ce l’hanno fatta. Il sogno, però, è rimasto.

Roma e Siviglia

Perché “andaluso”

Nell’antichità l’olio e il vino della Betica, l’odierna Andalusia, arrivavano a Roma in anfore: i loro cocci formano ancora oggi il Monte Testaccio. La nostra parrocchia porta il nome di una Madonna sivigliana, Nostra Signora di Valme. Questo giardino è un ponte tra le due città.

Il giardino andaluso riprende l’hortus conclusus romano, il giardino chiuso dei chiostri. È uno spazio raccolto, protetto da muri, che invita a pregare, a meditare, a stare in silenzio. Qui ogni pianta parla:

Rosala Vergine
Gigliola purezza
Melogranol’unità della Chiesa
Olivomisericordia e pace
Trifogliola Trinità

Ci saranno vialetti ombreggiati e pergolati, sedute circolari e lineari, una vasca con piante acquatiche, aiuole di erbe aromatiche, un filare di agrumi e maioliche colorate. Il mormorio dell’acqua, il profumo della lavanda e del rosmarino, il canto degli uccelli: un luogo per tutti e cinque i sensi, con un affaccio sul panorama di Roma.

Rendering del giardino con pergolato e seduta circolare Rendering del giardino visto dall’alto Rendering della seduta circolare
Per i Persiani giardino e paradiso si dicevano con la stessa parola. Questo parco è un sogno compiuto.Arch. Stefano Mastrangelo
Roma Mater Vinorum

Una vigna nel cuore del quartiere

900viti
1.700metri quadrati
6vigneti urbani nel programma

La novità del 2026 è il vigneto urbano, annunciato dall’architetto Elena Ciotti dell’Ufficio Giardini. Il modello è il vigneto già realizzato a San Sisto al Celio.

Fa parte di Roma Mater Vinorum, il programma con cui Roma Capitale, insieme all’associazione europea Iter Vitis, vuole riportare la vite in città, recuperando una tradizione millenaria e gli antichi metodi descritti dagli autori latini. Tra i filari ci saranno sensori su qualità dell’aria e umidità: un piccolo laboratorio ambientale a cielo aperto.

Planimetria del giardino e del vigneto
La planimetria: in alto il giardino, al centro i filari del vigneto.
Grappolo d’uva
Chi ci lavora

Tante mani, un solo progetto

«Sì, ma chi coltiva il vigneto?» La Provvidenza ha risposto con le persone giuste, quasi tutte del nostro territorio.

La vigna

L’Associazione Orti Urbani Valle dei Casali, guidata dall’agronomo Leonardo Sallusti, con il prof. Francesco Nardi dell’Istituto Agrario “G. Garibaldi” e i volontari del quartiere.

Il vino

La Cantina Marconi di Emilio Marconi vinificherà l’uva. Il ricavato andrebbe alla Caritas parrocchiale: il frutto della vigna diventa aiuto per chi è nel bisogno.

Le maioliche

La signora de Benedetti, con Antonio Odoardi, guiderà le decorazioni in trencadís, il mosaico di ceramica reso celebre da Gaudí.

Le api

Arnie urbane curate da Americo Conca del “Borgo Laudato Si’” di Castel Gandolfo, con i corsi di apicoltura e apiterapia del dott. Umberto Nardi.
La Cantina Marconi Etichetta la Beccaccia della Cantina Marconi Maioliche ispirate a Gaudí
Laudato si’

Una grande famiglia nella Casa comune

Custodire il creato e prendersi cura delle persone vanno insieme, perché «tutto è connesso». Vogliamo che il Parco Andaluso diventi un punto di riferimento per tutto il quartiere: per le famiglie e i giovani, per gli anziani e gli esperti, soprattutto per chi è fragile o vive un momento difficile.

Vuoi dare una mano? Servono braccia, tempo e idee. Scrivi alla parrocchia o fermati in segreteria.

Ogni contributo è benvenuto!